23 Gennaio 2017
In Gazzetta l’etichettatura del latte: anche il pecorino aretino ora è pronto alla sfida sui mercati mondiali

Il pecorino aretino? Ora è tutelato fin dall’origine con un’etichetta che lo promuoverà sui mercati nazionali e mondiali come prodotto certo e sicuro per tutti i consumatori”. Sono parole di Mario Rossi, direttore di Coldiretti Arezzo, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto di Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattiero-caseari.
“Difendere i prodotti tipici del nostro territorio aretino, come appunto in questo caso i nostri famosi formaggi – insiste Rossi - significa anche e soprattutto sostenere il lavoro quotidiano di persone impegnate a combattere lo spopolamento di aree di montagna che con questo provvedimento andiamo a tutelare. Per questo Coldiretti Arezzo, anche attraverso la forte e nutrita partecipazione alle manifestazioni di Coldiretti nazionale, ha sempre sostenuto e continuerà a farlo anche nelle prossime occasioni per altri decisivi settori, la battaglia per la certificazione all’origine dei prodotti”.
Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, spiega che quello sull’etichettatura del latte e dei suoi derivati “è un provvedimento fortemente sostenuto da Coldiretti, che rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario, ma anche locale per i nostri territori”.
Un risultato che arriva a seguito delle numerose battaglie portate avanti da Coldiretti” spiega ancora Marcelli: “Nei mesi scorsi abbiamo denunciato anche la concorrenza sleale ed i danni all’immagine dei nostri formaggi e il prossimo passo dovrà essere l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta, come previsto nello schema di decreto che introduce l'indicazione obbligatoria dell'origine del grano impiegato nella pasta condiviso dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e già inviato alla Commissione Europea”.
Tecnicamente il provvedimento riguarda da vicino tutti i consumatori: prevede l’indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture: a) “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte; b) “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.
Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese.
Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate - precisa Coldiretti - le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l'operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione. Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di Paesi situati al di fuori dell'Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi non UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non UE” per l'operazione di condizionamento o di trasformazione.

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